LOCALITA' E MONUMENTI

Abbazia di Montescaglioso
Acerenza
Bosco della Manferrara
Campomaggiore Vecchio
Canne della Battaglia
Castel del Monte
Castel Lagopesole
Castello del Malconsiglio
Castello di San Basilio
Craco Vecchia
Cripta del Peccato Originale
Heraclea
Irsina
Laghi di Monticchio
Lago di San Giuliano
Matera
Melfi
Metaponto
Parco delle Chiese Rupestri
Pietrapertosa
Rabatana di Tursi
Santa Maria d'Anglona
Tavole Palatine
Venosa

 

 


In questa pagina troverete le descrizioni, un pò più approfondite rispetto a quelle delle schede dei viaggi, dei luoghi e dei monumenti che visiterete con un nostro VIAGGIO

ABBAZIA DI MONTESCAGLIOSO
Abbazia Benedettina di Montascaglioso

Dedicata a S. Michele Arcangelo, l'Abbazia di Montescaglioso sorge sui resti dell’acropoli della città italica e greca databile al VII secolo a.C.
Nell’ XI secolo controllava ampie parti del territorio di Montescaglioso, del metapontino e delle aree circostanti.
Al piano superiore si conservano resti di un ciclo affrescato databile alla prima metà del secolo XVI, che copriva l’intero sviluppo del corridoi di accesso al noviziato. I dipinti, furono distrutti dagli stessi monaci nella prima metà del secolo XVIII, quando modificarono l’assetto e le coperture del piano superiore. Avanzano ancora brani raffiguranti l’Annunciazione e Gesù nell’orto del Getsemani. Nella biblioteca si è invece ben conservato un ciclo dipinto agli inizi del secolo XVII raffigurante le virtù teologali, la SS. Trinità, S. Michele, S. Benedetto con S. Scolastica, gli stemmi di Montecassino e di Montescaglioso.Altri numerosi affreschi si conservano nei chiostri, nella chiesa, nella sala del capitolo ed in vari locali del piano terra.
Nel 1784, i monaci, stanchi della continua contrapposizione con il Marchese e l’Università di Montescaglioso, si spostano a Lecce dove si insediano nell’ex collegio dei Gesuiti.
Con l’occupazione napoleonica l’abbazia è soppressa e nel 1818 ed oggi rivive grazie all'impegno dei ragazzi del CEA di Montescaglioso.

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ACERENZA
Cattedrale di Acerenza

Sede vescovile fin dal 300 d.C. la città di Acerenza è indissolubilmente legata alla sua Cattedrale.
Quando divenne, nel 1059 per volere di Papa Niccolò II, Diocesi Metropolitana si iniziarono i lavori per la costruzione della Cattedrale che mantiene ancora oggi l'originaria e imponente bellezza.
Fu costruita sui resti di un'antica chiesa paleocristiana da maestranze locali dirette da architetti francesi (che si ispirarono all'Abbazia di Cluny), è in stile romanico, dedicata all'Assunta e a San Canio (del quale ospita le spoglie) ed è uno dei più importanti monumenti della Basilicata.

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BOSCO DELLA MANFERRARA
Tane nel Bosco della Manferrara

Il bosco della Manferrara si estende per 500 ettari nel comune di Pomarico. Ospita numerose specie vegetali che vanno dal pungitopo e dalla rosa canina fino al pino d'aleppo e al cerro. Nel fitto sottobosco trovano riparo anche molti animali selvatici tipici della macchia mediterranea come volpi, istrici, tassi, martore e molti uccelli.

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CAMPOMAGGIORE VECCHIO
Campomaggiore Vecchio

E' il 1885 quando una frana distrugge il paese. In piedi rimangono le mura del Palazzo e il campanile della chiesa. Un pò più in alto ci sono i resti delle case e le strade di ciottoli sono ancora in buono stato. Sullo sfondo si stagliano le vette delle Piccole Dolomiti Lucane.

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CANNE DELLA BATTAGLIA

Fu costruita intorno al V secolo a.C. e distrutta da Roberto il Guiscardo nel 1083.
Le mura alte poco più di un metro, le tombe e le colonne che si affacciano sulla valle dell'Ofanto, sono quello che rimane della cittadella di Canne che, dopo la sanguinosa battaglia del 216 a.C., venne rinominata "Canne della Battaglia".
Il 2 Agosto di quell'anno queste mura videro la più eclatante vittoria di Annibale sui romani e, qui, si combattè nel 1018 anche una battaglia tra normanni e bizantini che vide questi ultimi vincitori.
Gli interessanti materiali ritrovati sono stati raccolti in un museo e, a pochi metri di distanza, sono stati ritrovati una villa patrizia e la tomba del Console Lucio Emilio Paolo morto nella battaglia contro Annibale.

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CASTEL DEL MONTE

Un ottagono circondato da otto torrette ottagonali.
E' l'ultimo castello voluto da Federico II che, forse, non lo vide mai finito. Molti pensano che fu lo stesso imperatore a progettarlo e molti credono che la sua forma e la sua posizione abbiano a che fare con il Santo Graal.
Quel che è certo è che questa costruzione nella sua interezza e per tutti i dettagli che la compongono è una tra le più suggestive al mondo e l'UNESCO, nel 1996, lo ha inserito tra i Patrimoni dell'Umanità.

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CASTEL LAGOPESOLE
Castello Federiciano di Lagopesole

Girandoci intorno ci si accore che questa fortezza quadrata controlla ogni cosa.
Fu usato da Federico II come residenza di caccia e fu anche l'ultimo castello che l'Imperatore riuscì a ristrutturare e ampliare prima di morire.
Perfettamente incastonato nella roccia, sembra impenetrabile. Pochissime finestre e uno stretto portale che costituisce l'unico ingresso. L'interno è diviso in due cortili e le sale artisticamente più interessanti sono il "salone dell'Imperatore" e "il salone dell'Imperatrice".

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CASTELLO DEL MALCONSIGLIO
Castello del Malconsiglio (Miglionico)

Costruito dai normanni nel secolo XI e rifatto da Federico II deve il suo nome ad un triste avvenimento storico.
Era il 1487 quando Ferrante I d'Aragona faceva uccidere in una delle sale del castello i Baroni che congiuravano contro di lui. La Congiura dei Baroni.
A pianta quadrata è fiancheggiato da sette torrioni costruiti in diverse epoche.

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CASTELLO DI SAN BASILIO
feritoia e panorama dal Castello di San Basilio

Questo castello nasce come masseria fortificata nel VII secolo. Diventa poi parte del feudo normanno che costruiscono la torre centrale intorno alla quale si sviluppa l'edificio e dalla cui sommità è possibile controllare tutto il golfo di Taranto. La sua funzione, infatti, era proprio quella di torre di avvistamento.
E' stato anche proprietà della Certosa di Padula, adesso appartiene ai Berlingieri

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CRACO VECCHIA
Craco Vecchia

La città fantasma.
La vecchia città (nella foto) è completamente disabitata. Case, negozi, tutto vuoto. L'emozione è indescrivibile.
Una frana nel 1963 ha costretto gli abitanti a lasciare il paese di origine medioevale.

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CRIPTA DEL PECCATO ORIGINALE
Sentiero di accesso alla Cripta del Peccato Originale

La "Cappella Sistina della Pittura Rupestre". Così è stata definita questa grotta. Uno stretto passaggio scavato nel fianco della "gravina" per raggiungere questa grotta completamente ricoperta di affreschi. Recentemente restaurata merita assolutamente una visita.

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HERACLEA
Heraclea (Policoro)

Oggi non troverete Heraclea su nessuna cartina (a meno che non sia scritta tra parentesi). Troverete sicuramente, però, il suo nuovo nome: Policoro. Heraclea nasce intorno al 400 a.C. sulle rovine di "Siris" distrutta nel 660 a.C. da Metaponto perchè divenuta troppo forte nel commercio con l'entroterra. In seguito diventerà sede della coalizione delle città della Magna Grecia che si allearono per cercare di resistere alle pressioni dei Lucani. Intorno all'anno zero si alleò con Roma e riuscì così a resistere a Pirro, a Spartaco e a tanti altri. I nemici più forti da sconfiggere fino agli anni cinquanta del 1900, però, sono stati la malaria e le paludi. In seguito alle bonifiche Policoro è diventato uno dei più importanti centri agricoli e turistici della Basilicata.

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IRSINA
Cattedrale di Irsina

Quello che vediamo oggi è il risultato di diverse distruzioni e ricostruzioni che la cittadina ha subito nei millenni.
Già esistente al tempo dei greci fu invasa dai saraceni nel 895 e sempre da loro distrutta, per la prima volta, nel 988.
Divenne sede episcopale nel 1123 ma della deuecentesca cattedrale, dopo la ricostruzione del 1777, rimane solo il campanile.
All'interno della Cattedrale di S. Maria Assunta è visibile la statua di S. Eufemia.
Questa statua in pietra dipinta è stata rcentemente esposta al Louvre inquanto unica scultura del Mantegna.

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LAGHI DI MONTICCHIO
Badia di San Michele (Laghi di Monticchio)

Sono due laghi, separati da una sottile striscia di terra, che hanno riempito il cratere di un vulcano spento (monte Vulture).
In uno di essi, nel "Piccolo" si specchia la bianca e maestosa Abbazia Benedettina di San Michele che contrasta il verde scuro della fitta vegetazione.
Intorno all'anno mille, proprio dove ora sorge l'abbazia (che deve il suo attuale aspetto ai Cappuccini), i monaci Basiliani si insediarono e scavarono le loro grotte e le loro tombe ancora visibili all'interno della struttura.
Dalle pendici del Vulture sgorgano terapeutiche acque minerali, tra i suoi boschi vive la rara Bramea Europea (farfalla notturna) e la sua terra fertile fa crescere i vigneti dell'ottimo Aglianico del Vulture.

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LAGO DI SAN GIULIANO
Lago di San Giuliano

Il lago di San Giuliano, creato artificialmente negli anni '50 sbarrando il fiume Bradano, ha una superficie di circa 10 kmq. E' una delle più importanti zone palustri della Basilicata e qui vi trovano ristoro molti uccelli migratori e rapaci (aironi, cormorani, cicogne, falco pescatore, falco di palude, poiana, nibbio bruno, nibbio reale, grillaio). I mammiferi che vivono la fascia boscosa circostante sono volpi, tassi, istrici, cinghiali, gatti selvatici e lontra. Ci sono anche testuggini di terra e palustri. Oltre il lago il Bradano prosegue il suo corso sul fondo di una ripida scarpata profonda oltre 50m.

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MATERA
Matera (Città dei Sassi)

Vorremmo iniziare la descrizione di Matera dicendovi che la sola visita della città vi renderebbe pienamente soddisfatti del vostro viaggio. Comunque cerchiamo di darvi degli elementi in più.
C'è una profonda spaccatura del terreno. Da una parte solo grotte sparse un pò quà e un pò là che poi scopriremo essere chiese rupestri, rifugi temporanei per greggi e così via che costituiscono il Parco delle Chiese Rupestri. Dall'altra parte: la Città dei Sassi.
Case scavate nella roccia calcarea con le facciate costruite in muratura il cui tetto è il pavimento della casa sovrastante. Complessi sistemi di cisterne per la decantazione e l'immagazzinamento dell'acqua piovana ma anche un ricordo di povertà.
"Matera è stupenda! Per me un monumento vivente alla tenacia millenaria e alla volontà di crescere "dentro" alla sua memoria" (Marco Spada, cicloturista).
I Sassi furono evacuati negli anni '50 a causa delle scarse condizioni igieniche e da allora sono rimasti disabitati. Le case-grotte erano riscaldate dagli animali che convivevano con gli uomini e da cumuli di letame che, fermentando, producevano calore.
Adesso la bellezza, unica al mondo, di Matera è stata dichiarata dall' UNESCO Patrimonio dell'Umanità e i Sassi, la Cattedrale e tutta la parte sei-settecentesca, stanno vivendo un periodo di radiante bellezza.

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MELFI

Circondata dalle mura e protetta dal castello questa strategica cittadina ha vissuto e vive millenni di storia.
Nel suo castello (costruito nell' XI secolo) Papa Urbano II convocò il Concilio che decise la prima Crociata.
Federico II, poi, vi promulgò le prime leggi scritte del Medioevo: le Costitutiones Augustales.
Altro monumento di notevole interesse è la cattedrale.
Fatta costruire da Roberto il Guiscardo intorno al 1100 non conserva più nulla di quell'epoca. Il campanile venne eretto nel 1153 mentre il corpo della chiesa è stato ricostruito in stile barocco dopo il terremoto del 1694.

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PARCO DELLE CHIESE RUPESTRI E DELLA MURGIA MATERANA
Graffiti nel Parco delle Chiese Rupestri

Rientrante nel territorio dei comuni di Matera e Montescaglioso, il Parco conta più di 150 chiese rupestri.
Lo scenario, anche qui, è la profonda spaccatura del terreno calcareo. Lungo le pareti di questa spaccatura grotte naturali o scavate dagli uomini sono state utilizzate nei secoli come piccoli luoghi di culto, rifugio di monaci eremiti o santuari e gli affreschi che si riescono ancora a vedere danno un'idea di quanto doveva essere importante questa zona oggi apparentemente spoglia. Oltre alle chiese rupestri, il Parco comprende anche tre villaggi neolitici trincerati. Molte specie vegetali tipiche della macchia mediteranea crescono sul suolo calcareo e tra questi la rara orchidea selvatica "Ophrys Mateolana". Simbolo del Parco è un piccolo rapace, il Falco Grillaio, caratteristico per il suo volo: lo "spirito santo".

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PIETRAPERTOSA

Pietrapertosa

 

 

Con i suoi 1088 metri s.l.m. Pietrapertosa è il comune più alto della Basilicata. Ancora più in alto dell'abitato sorge il Castello (perfettamente integrato con le rocce delle Piccole Dolomiti Lucane) di origine greca.
Ai piedi del castello doveva sorgere il nucleo più antico della città: la Rabata

 

 

 

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RABATANA DI TURSI
Tursi visto dalla Rabatana

Si dice che furono gli arabi a costruire questo quartiere ora abitato da pochissime persone ma scavi archeologici hanno accertato l'esistenza di un insediamento umano databile al IX secolo a.C.
La Rabatana sorge in cima ad una collina di circa 350 metri forse per controllare la vicina Anglona e i suoi traffici. Oggi controlla l'abitato di Tursi e calanchi spettacolari. I vicoli strettissimi che uniscono e separano le case in pietra sono percorribili solo in bici o a piedi. Esposto nella cripta della chiesa di Santa Maria Maggiore un presepe in pietra scolpito da Altobello Persio.

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SANTA MARIA D'ANGLONA
Santa Maria D'Anglona

La chiesa è tutto quello che resta dell'antico borgo di Anglona ma è così bella da focalizzare su di se tutte le attenzioni. Costruita intorno all' XI secolo è stata dichiarata Pontificia Basilica Minore da Giovanni Paolo II. All'esteno, i bassorilievi che sovrastano il portale, rappresentano l'agnello e gli evangelisti ma è l'interno il più interessante. Qui troviamo affreschi del XII secolo raffiguranti la Genesi, l'Arca, il Sacrificio di Isacco e sulle colonne dipinti di Santi.
Intorno a questa spendida chiesa si possono ancora vedere i resti del borgo distrutti da un incendio intorno al 1400.

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TAVOLE PALATINE e METAPONTO
Tavole Palatine (Metaponto)

Dedicato a Hera e costruito nel VI secolo a.C. questo tempio era composto da 36 colonne doriche di cui, oggi, ne sono rimaste in piedi 15. Il tempio dà l'idea di quella che doveva essere la potenza di Metaponto. Importantissimo centro della Magna Grecia che arrivò anche a battere moneta propria e ad ospitare la scuola di Pitagora.
Metaponto ha anche un interessante Parco Archeologico e un molto interessante Museo.

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VENOSA

Ci vorrebbero intere pagine per descrivere le bellezze di questa città storica ma, da vedere assolutamente sono in ordine cronologico:
Il Parco Archeologico con le Terme, l'Anfiteatro, le Domus e le Catacombe ebraiche che la leggenda vuole arrivino fino a Roma.
Il complesso dell'Abbazia della S.S. Trinità che si compone di una chiesa "Vecchia" realizzata intorno al V secolo che sarebbe diventata e lo è un'opera grandiosa con la costruzione, Benedettina, di quella che ora è "L'Incompiuta" (foto).
Nel XV secolo, poi, avremmo assistito alla costruzione del Castello Aragonese con la sua pianta quadrata e le torri cilindriche e della Cattedrale di S.Andrea.
Da non tralasciare, inoltre, l'intensa attività culturale della città che ospitò la scuola di diritto e l'accademia dei Rinascenti ma rappresentata al meglio dal poeta latino Orazio (che qui ebbe i natali nel 65 a.C.).

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