TRANSUMANZA LUCANA
da Ferrandina a Castelsaraceno


Sono le 3.30 del 21 Giugno 2008 ma l' Azienda Agricola Santamaria ha ancora tutte le luci spente.
Il terreno è argilloso. Siamo tra Ferrandina e Pisticci (MT). Tra i calanchi.

transumanza in basilicata
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I cani abbaiano e una luce si accende. L'ha accesa Ninuccio.
Si parla di mucche e di pascoli montani (la nostra meta) aspettando i vaccari.
Alle 4.30 pensiamo di aver aspettato abbastanza e che sicuramente i nostri colleghi saranno qui a momenti. Ninuccio prepara il caffè e va a svegliare Andrea (uno dei vaccari) che dorme poco più in la.

Pochissimi minuti dopo, infatti, siamo tutti lì.
Non c'è il tempo ne la voglia di presentazioni ufficiali. Per intendersi e salutarsi basta un "Buongiorno" e una stretta di mano! Ancora non ci conosciamo ma è come se ci conoscessimo da anni.
Bisogna mettere le campane più grandi alle ultime mucche e partire perchè il sole, oggi, promette molto caldo.
Ma dove sono Pagnuttell e Rumagnol?
Bisogna andare a cercarle!

Sono più o meno le 6.00 quando ci mettiamo in marcia. Le circa duecento mucche che si spostano tutte insieme tra ristoppie e strade bianche sollevano una nuvola di polvere. A guidarle ci sono Mario (il proprietario), Franchino (Capo Vaccaro), Andrea (il Figlio di Mario), Franco (Vaccaro di Accettura), Andrea (il Vaccaro che dorme in masseria), Antonio (di Castelsaraceno) e... Duemilanodi.

mandria tra i calanchi
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Si procede a passo spedito, le mucche, eccitate, mimano la monta. Le mucche montano altre mucche, i vitelli montano altri vitelli ma anche si montano mucche con vitelli e viceversa.
La fila di mucche è abbastanza lunga. I vitelli più piccoli e le mucche in evidente stato di gravidanza chiudono la fila sotto la costante minaccia del bastone dei vaccari.

Si cammina senza soste fino a raggiungere il fiume Agri. Il sole ha mantenuto la promessa di essere caldissimo e finalmente vacche e vaccari possono riposarsi. Le ore più calde passano sulla riva del fiume. Le mucche gironzolano tra l'acqua e l'erba alta ruminando e riposando. I vaccari pranzano al fresco dei pioppi prima di addormentarsi anche loro nell'insopportabile e afosa calura.

meritato riposo
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A metà del pomeriggio le urla e i fischi comunicano alle mucche che ci si deve muovere. I vaccari prendono direzioni diverse per tornare poco dopo a seguito di un gruppetto di mucche.
Ci siamo tutti e si riparte.

Ancora avanti senza sosta ma il sole è ormai basso, le mucche, per la conformazione del territorio, devono per forza seguire la strada e camminare con passo rapido al loro seguito nella frescura del tramonto (dopo un'intera giornata di caldo torrido) è un vero piacere.

Finalmente raggiungiamo il posto dove passeremo la notte. E' un enorme campo erboso sulle rive del fiume. L'acqua è limpida ma non troppo fredda, ci sono già i pali per il recinto, un altro pò di lavoro per stendere il filo della recinzione elettrica e il primo giorno di transumanza è finito. Dormiremo avvolti in una coperta... distesi sull'erba.
Il cielo è pieno zeppo di stelle, la luna è piena, l'aria è fresca e la stanchezza ci nasconde il fatto di non esserci lavati. L'unica necessità è quella di riposarsi in vista del secondo giorno di transumanza.

tratturo al tramonto
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Avremmo dovuto svegliarci prima ma non ce l'abbiamo fatta. Comunque sono le 5.30 del 22 Giugno 2008, buttiamo in macchina le coperte, impugnamo i bastoni e siamo pronti a ripartire.
Non ci si lava la faccia e figuriamoci se si fa colazione. Franchino distribuisce una banana a testa, le mucche sono gia in cammino.
Nell'alba sembra che uomini e mucche puzzino più di ieri. Il sole tinge di rosso i campi di grano non ancora mietuti e l'aria fresca del fiume ci aiuta a svegliarci.
Avanziamo risalendo l'Agri forzando la marcia e alle 7.30 raggiungiamo il primo punto di sosta. Le mucche hanno da mangiare e da bere e i vaccari ne approfittano per organizzare la giornata.

A un certo punto veniamo raggiunti dalla notizia che, poco più avanti di noi, ci sono altre mucche e che per non incontrarle bisogna partire subito.
Come al solito fischi e urla... e in pochi minuti si parte!
Seguiamo un tratturo a pochi metri dal fiume ma tutt'intorno ci sono alberi e cespugli e bisogna stare bene attenti che nessuna mucca o peggio ancora vitello, rimanga indietro. L'anno scorso, tra questi cespugli, si sono perse quattro mucche (recuperate due giorni dopo con un camion).

Superato il punto in cui avremmo potuto incontrare l'altra mandria con conseguenti litigi tra mucche, dispersioni e quant'altro abbiamo raggiunto un altro punto si sosta. Anche qui c'è cibo e acqua. Dall'altra parte del fiume c'è una parete alta che non consente agli animali di "passare l'acqua".

Anche se sono solo le 10.30 abbiamo tanta fame e all'unanimità si decide di pranzare.
Non ci muoveremo di qui prima di metà pomeriggio perchè mettersi in marcia adesso, con questo caldo, sarebbe un massacro per noi ma soprattutto per gli animali.
Dopo il pranzo, ognuno come meglio può, cerca un posto all'ombra. Fa lo stesso molto caldo e dormire sull'erba secca non è il massimo. Dopo un pò siamo tutti svegli a chiacchierare aspettando il fresco del pomeriggio.

Verso le 16.00 ci spostiamo. Poco più avanti c'è molta più erba e vi portiamo gli animali che mangiano contenti mentre, pian pianino, continuano a risalire il fiume.
Sanno di dover andare in quella direzione e, lasciandoli soli, con i loro tempi, raggiungerebbero lo stesso i verdi pascoli estivi.

E' ormai l'imbrunire quando riprendiamo il cammino. Qualche chilometro più avanti c'è un grande "parco" recintato con la "corda spina" dove gli animali passeranno la notte.
Fatte entrare le mucche nel grande recinto chiudiamo il cancello... ma sembra che ci sia un problema. Nello stesso recinto ci sono delle altre mucche. Dobbiamo evitare che si incontrino e lo facciamo stendendo il buon filo elettrico.

L'indomani mattina è tutto tranquillo. Le mucche non si sono scontrate. Togiamo il filo e procediamo in direzione monte. Quattro di noi spingono le mucche rivali contro un'altissima parete di roccia stando attenti che alla vista delle nostre non si imbizzariscano. Gli altri "menano" le nostre.

tempa
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Menare: è l'atto del vaccaro che induce gli animali a camminare secondo la direzione voluta. Il vaccaro usa le urla per richiamre l'attenzione delle mucche e comunicare agli altri la sua posizione. Ognuno ha un ruolo e un urlo diverso e gli atri, sentendo le urla, capiscono esattamente come sta andando la mandria senza neanche vederla.
Altro strumento del vaccaro è il bastone (mazza). Le mucche tengono costantemente d'occhio i movimenti della mazza e basta sollevarla per accelerare. Raramente gli animali vengono colpiti.

Superato senza intoppi l'incontro con le altre mucche superiamo anche il fiume.

passare l'acqua
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Solo pochissimi chilometri e la tappa odierna si concluderà perchè troviamo un immenso campo di fieno di ottima qualità. Poco più in la c'è l'acqua e non c'è posto migliore per le mucche.

Il caldo non concede nessuna tregua. Siamo ai piedi del monte Raparo e manca un'altra ventina di chilometri per raggiungere la meta.

Purtroppo la Duemilanodi, stasera, dovrà lasciare gli amici transumanti ma non per molto. Abbiamo già deciso di ripercorrere la stessa strada in biciletta ed andare a trovare i "colleghi" che rimarranno insieme alle mucche per tutta l'estate e l'autunno.

Se volete chiarimenti o informazioni. Se volete venire con noi in bicicletta a trovare i vaccari. Se volete darci dei consigli...

CONTATTATECI!
SAREMO LIETISSIMI DI ACCOGLIERVI SULLA
DUEMILANODI

craparo e lupacchiotto
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